Intitolazione a padre Crespi

Al legnanese padre Carlo Crespi verrà intitolata la nuova Residenza Socio-Sanitaria Polifunzionale che ha aperto recentemente i battenti in zona Mazzafame. È una figura di altissimo spessore umano, spirituale e scientifico. Nato a Legnano il 29 maggio 1891, fu missionario salesiano e trascorse quasi tutta la sua vita in Ecuador al servizio delle popolazioni indigene di Cuenca, la città dove morì nel 1982 e dove è sepolto.

Nel paese sud americano ha lasciato un segno profondo, tanto da essere stato riconosciuto ufficialmente come una delle personalità più illustri dell’Ecuador. Fu apostolo dei poveri, educatore, botanico, antropologo, musicista, pioniere della cinematografia. Per le sue virtù è in corso la causa di beatificazione.” (tratto da LEGNANO NEWS ,12 febbraio 2017)

 

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Festival en honor al Padre Crespi

mercurio20160429I bambini cantano Carlos Crespi” è il titolo del festival canoro organizzato per ricordare padre Crespi nell’anniversario della sua scomparsa.

“Los niños cantan a Carlos Crespi” es el nombre del festival que será hoy, a las 19:00, en el coliseo de la escuela “Carlos Crespi”, organizado por el Comité Central de Padres de Familia de la entidad. En el evento actuarán 20 participantes, entre solistas y grupos de alumnos que prepa… LEGGI TUTTO

Pubblicato il 29/04/2016 su EL MERCURIO

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Una conferenza e una mostra per riscoprire Padre Crespi

Che nessuno risulti profeta in patria è una verità contenuta anche nei quattro Vangeli. Non si può, tuttavia, accettare che un legnanese che è stato venerato come santo quando ancora era in vita e che si è visto tributare riconoscimenti e onori da parte dell’Ecuador (che gli ha intitolato piazze, dedicato monumenti e addirittura un francobollo emesso nel 2008), sia praticamente misconosciuto nella sua città d’origine. E’ questo che ha spinto un gruppo di legnanesi a costituire, nel gennaio dello scorso anno, una onlus per diffondere la figura e le opere del servo di Dio, Padre Carlo Crespi, nato nel 1891 in una casa di via Lampugnani e morto a Cuenca nel 1982.

Presieduta da Carlo Riganti (affiancato da Luigi e Marcella Crespi, pronipoti di Padre Carlo, da Gisella Langè, Maria Teresa Simontacchi, Maria Cristina Bonicalzi, Carmen Colombo, Luca Di Falco e Saverio Clementi, con monsignor Carlo Galli in qualità di presidente onorario), l’associazione sta promuovendo una serie d’iniziative per far conoscere la figura di Padre Crespi, per il quale è in corso il processo di beatificazione.

(Dall’articolo di Cristina Masetti su “La Prealpina” lunedì 7 marzo 2016)

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Dal quotidiano “La Nación” del 19 dicembre 1927 (Giornale a tiratura nazionale dell’Ecuador).

GUAYAQUIL (Ecuador). – Elogio del Missionario Don Carlo Crespi.

Togliamo dal quotidiano La Nación del 19 dicembre 1927: «Tra le notizie telegrafiche della Capitale, ve n’è una che potrebbe sembrare una stonatura nel pieno vigore delle istituzioni liberali ed è questa: – Il missionario salesiano P. Crespi è stato ricevuto in udienza dal Presidente Provvisorio della Repubblica; dopo una lunga conferenza il Presidente gli ha offerto l’appoggio incondizionato del Governo per le sue opere nella Regione Orientale dell’Ecuador. –

» Quando si tratta del P. Crespi, il nostro giudizio non solamente si modifica, ma compie un’opera di giustizia riconoscendo ed esaltando la grande propaganda intrapresa da questo infaticabile sacerdote a favore delle nostre lontane selve orientali, sia per l’educazione morale., sia per la coltura materiale degli aborigeni.

» Per tutto questo, l’appoggio incondizionato che gli ha offerto il Presidente non solo è ben meritato dall’intrepido Salesiano, ma è anche degno della più alta approvazione pubblica.

» Son già vari anni che vediamo P. Crespi in continuo va e vieni dall’Ecuador all’Estero e viceversa, sempre pieno di entusiasmo per la colonizzazione orientale, cercando appoggi dappertutto e posponendo l’interesse proprio per questo emporio di ricchezze che è l’Oriente Ecuatoriano. A Roma egli parla e interessa i circoli scientifici, industriali e di emigrazione che lo incoraggiano e lo aiutano; poi percorre le nostre città infaticabile a Quito come a Guayaquil, in Macas o in Mendez: prepara esposizioni di oggetti rari e curiosi; scrive monografie interessanti e svariate; fa collezioni fotografiche e compila vocabolari in lingua indigena che formano la delizia dei filologi.

» Quando ci ha fatto conoscere la film sulla regione amazzonica, noi che non avevamo sospettato mai la viva naturalezza di quella meravigliosa regione, in grazia del P. Crespi abbiamo visto le foreste, la fauna, la flora, i fiumi e i torrenti, cogli indigeni intenti ai loro lavori. Abbiamo visto le loro capanne ben costrutte, gli strumenti rudimentali di agricoltura; abbiamo ammirato un popolo vigoroso che va elevandosi alla parola e all’esempio di un uomo, fattosi utile al suo prossimo, col portargli gli elementi della vita civile.

» P. Crespi percorre le capanne, le fattorie, i campi di lavoro e dovunque incontra materiale utile per la Colonia, lo chiede e glielo dànno, ed egli aumenta il suo arsenale che va impiantando nel centro dei suoi lavori. In una occasione a Guayaquil destò sospetti nella polizia, che non poteva star indifferente di fronte ad un religioso che accaparrava fucili, circa 25 dozzine! C’era tanto da pensare ad una congiura clericale. Però tutto apparve chiaro: si trattava del P. Crespi che invece di comprare oggetti di divozione per catechizzare i selvaggi comperava fucili per modernizzare i loro strumenti di caccia.

» Ma lo zelante sacerdote domanda Ospedali, Scuole, Officine, Camions, Lancie, telegrafo e telefono per l’Oriente: e come sa domandare! Dovunque si rivolge, incontra e trova contribuenti per la sua opera e desta in tutti una gradevole impressione la sua feconda iniziativa e il vigoroso sforzo dell’impresa.

» Non è strano che ora ne abbia interessato il Presidente della Repubblica al punto di vedersi offerto l’appoggio incondizionato del Governo. La sua opera è buona, ripetiamo, e di grande importanza nazionale per noi. Ah se avessimo una dozzina di P. Crespi, distribuiti nella regione transandina! a quest’ora conteremmo numerose colonie che sarebbero tanti baluardi per la difesa del territorio… ».

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Padre Crespi il Cuencano più illustre del XX secolo

legnano_news“Il Cuencano più illustre del XX secolo”, come fu definito in Ecuador nel 2000, il Legnanese Padre Carlo Crespi è stato presentato, ad un pubblico numeroso e interessato in una serata, svoltasi nei giorni scorsi e programmata dal Centro Culturale San Magno.

Il salesiano Padre Carlo Crespi, nato a Legnano nel 1881 il 29 maggio ( si vantava di questa coincidenza con la data della commemorazione della famosa battaglia ), nella sua città d’origine è, purtroppo, per molti quasi sconosciuto. Sono stati invitati a presentare la personalità e l’attività di questo missionario eccezionale per la testimonianza di fede, per la passione per la ricerca nei diversi ambiti del sapere, per la carità espressa in modo crescente nel corso della sua lunga vita, Carlo Riganti e Saverio Clementi.

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[Pubblicato mercoledì 04 febbraio 2015 su LegnanoNews]

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Carlos Crespi: un hombre con leyenda

Carlos Crespi: un hombre con leyenda

Personaje imborrable en la memoria de los cuencanos fue el padre Carlos Crespi, misionero italiano de la orden de Don Bosco, quien llegó a Cuenca hacia 1923. Llegó, vio y conquistó con ese arrollador entusiasmo de quien arriba a una tierra virgen en la que mucho había por hacer, mucho por enseñar y propagar: la luz del evangelio, la letra y la ciencia. Exhibió conocimientos de teología, música e ingeniería, pero sobre todo, impactó por ese su empecinado designio de mimetizarse en la Amazonía… CONTINUA

Tratto da eltiempo.com.ec

 

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