Lettera del 16/05/1938 di Don Paolo Montaldo a Don Ricaldone (Rettore Maggiore), con la quale descrive il 1° Congresso Eucaristico di Cuenca

Rev. Sig. Don Ricaldone …

… Congresso Eucaristico Diocesano che, affidato alla protezione di San Giovanni Bosco, ha superato ogni umana aspettativa, soddisfacendo largamente le nobili aspirazioni delle anime.

Noi non avremmo potuto celebrare più degnamente il duplice cinquantenario. E ci sentiamo profondamente grati a S. E. Mons. Daniele Hermida, Vescovo diocesano ed a tutto il Clero, che ci offersero la gloria d’un trionfo eucaristico per festeggiare la cara coincidenza. Mons. Vescovo indisse il Congresso con una magnifica pastorale, esaltando la figura di Don Bosco « Apostolo dell’Eucaristia » e fissando la data dal 4 al 12 maggio u. s. La popolazione rispose all’appello con mirabile entusiasmo. Non ci fu gran tempo per la preparazione; non mancarono le difficoltà; ma la fede del popolo ed il fervore del Direttore dei Cooperatori Salesiani, Dottor Don Emmanuele Serrano e dei nostri confratelli improvvisarono, in poche settimane, un bel «campo eucaristico» pel trionfo di Gesù. Le memorande giornate furono preparate da un triduo di predicazione in tutte le chiese della città, seguito da un altro più solenne che doveva tenersi nel Santuario di Maria Ausiliatrice e si dovette invece celebrare all’aperto nel « Campo Eucaristico » per non privare la maggior parte delle 15.000 anime accorse della parola di Dio prodigata in forma apostolica, elegante e suggestiva dal celebre P. Ramòn Gavilanes, Provinciale dei Mercedarii. I vibranti discorsi da lui tenuti e gli altri principali atti del Congresso furono trasmessi per radio all’Equatore, ed a tutto il Continente, da una potente stazione radio, installata espressamente.

A « Campo eucaristico» fu destinato il luogo più adatto e più spazioso della città: l’ampio cortile aperto tra il Collegio Salesiano « Cornelio Merchàn » e la Casa centrale delle Missioni. Sotto i vasti portici che lo circondano s’innalzarono capaci gradinate che, distribuendo ordinatamente la folla, gli diedero l’aspetto di un sacro anfiteatro. Una croce monumentale, di 25 metri di altezza, dominava dall’altare tutto lo spiazzo, facendone un immenso tempio. E fu questo tempio che offerse i più grandiosi spettacoli. Fedeli devoti lo gremirono a tutte le funzioni, rese più solenni dalla presenza dei Vescovi di Cuenca, Riobamba, Ibarra, Guayaquil e del nostro Vicario Apostolico di Méndez e Gualaquiza. Il programma musicale venne affidato alla nostra scuola di canto formata dagli studenti di filosofia, dai novizi e da un scelto numero di fanciulli; il servizio d’ordine, ai nostri giovani Esploratori. Ben rappresentate le nostre Missioni dai Kivaretti di Gualaquiza, che interpretarono con ammirabile maestria la musica del Perosi, suscitando nel pubblico le più dolci emozioni. Innumerevoli le confessioni nel « Campo Eucaristico», nel santuario di Maria Ausiliatrice e nelle parrocchie e chiese cittadine. Oltre centomila anime tennero occupati in quei giorni tutti i sacerdoti della Diocesi. Di Comunioni ne abbiamo distribuito oltre centocinquantamila: quarantacinquemila solo nel « Campo Eucaristico»!

La prima giornata del triduo fu particolarmente dedicata ai fanciulli: circa seimila ricevettero per la prima volta il Pane degli Angeli! Venti sacerdoti impiegarono più di un’ora a comunicare la massa. Alla chiusura intervenne l’Ecc.mo Nunzio Apostolico, Mons. Efrem Forni, accolto con delirio di entusiasmo all’ingresso della città, ed accompagnato processionalmente dal popolo al «Campo Eucaristico», ove l’attendevano i quindicimila Congressisti. Il ricevimento fu degno del Rappresentante del Papa. L’aria tutta risonava di evviva al Papa, al Nunzio, al Congresso, a Don Bosco.

Il 12 giugno, fu proprio l’apoteosi di Gesù Sacramentato! Messe e Comunioni dalle quattro del mattino fino a mezzogiorno. Al solenne pontificale celebrato dall’Ecc.mo Nunzio Apostolico nel «Campo Eucaristico» e alla Messa campale di mezzogiorno nell’« Avenida Solano » l’affluenza dei fedeli raggiunse proporzioni inaspettate. Ma come descrivere la processione finale che mosse dall’« Alameda » in un tripudio di gioia e d’amore?

Circa centomila persone assistettero alla grandiosa sfilata, al trionfo eucaristico del divino Prigioniero, che da qualche anno non poteva uscire dal suo carcere di amore, dal suo sacrario di confidenza, dal suo tabernacolo di benedizione! Dalla terrazza dell’Istituto « Cornelio Merchan » il Nunzio apostolico levò l’ostensorio a benedire quel mare di folla coll’Ostia santa!

E la folla, dopo aver offerto l’omaggio del cuore a Gesù Eucaristico volle ricambiare il Nunzio dell’onore recato al Congresso colla sua presenza, tributando al rappresentante del Papa due solenni manifestazioni in cui furono consacrate dai più nobili propositi le conclusioni delle varie sessioni sulla assistenza alla santa Messa, sulla Comunione frequente, sulla intensificazione della sacra predicazione e l’insegnamento della dottrina cattolica, sulla cura delle vocazioni sacerdotali e la formazione del Clero. Il Nunzio benedisse il promettente fervore incoraggiandolo colla sua paterna autorevole parola.

Ma io non posso finire senza richiamare l’attenzione sui nostri 135 Giovani Esploratori che prestarono servizio d’onore per tutta la durata del Congresso. Essi si attirarono l’ammirazione ed il plauso di tutti.

L’ultimo giorno del Congresso poi vollero coronare il loro primo anno di fondazione con la benedizione della bandiera del battaglione e di un gagliardetto che si degnò di impartire lo stesso Nunzio Apostolico dopo la Messa pontificale, alla presenza degli altri cinque Vescovi Equatoriani.

Il rito religioso fu seguito dal giuramento degli Esploratori alla bandiera nazionale e dal canto dell’Inno della Patria, mentre sfilavano al bacio del vessillo. Con simpatico gesto i cari giovani avevano spontaneamente sacrificato per parecchi giorni le loro piccole ghiottonerie per aver l’onore di provvedere a proprie spese le ostie necessarie alla Comunione di tante migliaia di persone che si sarebbero accostate al Banchetto Eucaristico nei giorni del Congresso. Un testimonio dei loro piccoli sacrifici asserisce che molti di quei ragazzetti (quasi tutti di condizione miserissima) non solo rinunciarono a caramelle, gelati, dolci, ma perfino al pane e al caffè e latte della colazione. La Commissione organizzatrice del Congresso, a conoscenza di questo bel gesto, propose una medaglia d’oro al merito al Battaglione «Esploratori D. Bosco» e la medaglia venne apposta alla bandiera del Battaglione dall’Avvocato Luigi Cordero Crespo Toral. Il giorno della chiusura, saltarono perfino il pranzo per partecipare alla processione. Che le pare, amato Padre ? Giovani così buoni, forti e generosi dànno le migliori garanzie dell’avvenire!

Li benedica in modo speciale insieme a noi tutti; e mi creda suo aff.mo in C. J.

Cuenca-Equatore, 16-V-1938.

Sac. PAOLO MONTALDO, Salesiano.

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