Una conferenza e una mostra per riscoprire Padre Crespi

Che nessuno risulti profeta in patria è una verità contenuta anche nei quattro Vangeli. Non si può, tuttavia, accettare che un legnanese che è stato venerato come santo quando ancora era in vita e che si è visto tributare riconoscimenti e onori da parte dell’Ecuador (che gli ha intitolato piazze, dedicato monumenti e addirittura un francobollo emesso nel 2008), sia praticamente misconosciuto nella sua città d’origine. E’ questo che ha spinto un gruppo di legnanesi a costituire, nel gennaio dello scorso anno, una onlus per diffondere la figura e le opere del servo di Dio, Padre Carlo Crespi, nato nel 1891 in una casa di via Lampugnani e morto a Cuenca nel 1982.

Presieduta da Carlo Riganti (affiancato da Luigi e Marcella Crespi, pronipoti di Padre Carlo, da Gisella Langè, Maria Teresa Simontacchi, Maria Cristina Bonicalzi, Carmen Colombo, Luca Di Falco e Saverio Clementi, con monsignor Carlo Galli in qualità di presidente onorario), l’associazione sta promuovendo una serie d’iniziative per far conoscere la figura di Padre Crespi, per il quale è in corso il processo di beatificazione.

(Dall’articolo di Cristina Masetti su “La Prealpina” lunedì 7 marzo 2016)

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